Il signor K e le rondini
Era la sera del primo marzo, quando ho ricevuto la notizia che il Signor K si era intrufolato dentro di me, la radio in macchina subito ha passato Le Rondini.
Su di me sono scese le lacrime, di quelle composte ma che non puoi fermare, ero arrivato dal mio medico, ma ho continuato ad ascoltare Le Rondini.
Poi sono passati giorni, ore, minuti tra camici bianchi e letti diversi.
Il 30 marzo mi sono sposato, con mio figlio, che ha otto anni, che ha diretto la cerimonia, ha preso la parola prima del Sindaco e ha detto:Questa è mia madre per me è stata una madre meravigliosa e oggi ha deciso di sposarsi per motivi suoi e questo è mio padre anche lui per me è stato un padre meraviglioso e anche lui ha deciso di sposarsi per i suoi motivi e quindi oggi lo faranno.
Alla fine della cerimonia senza che avessi chiesto nulla avevano una musica finale ed erano le rondini di Lucio Dalla.
I ragazzi cattivi
Ieri abbiamo inaugurato le attività formative dei nostri centri di aggregazione, sono quelle attività che rappresentano la cosidetta educazione non formale.
La comunità europea e “non ce lo chiede l’europa”, la considera complementare nello sviluppo dei nostri ragazzi, fondamentale per l’acquisizione di competenze trasversali acquisibili non solo tramite i canali dell’istruzione formale.
Nei nostri centri i ragazzi possono navigare in internet, vedere un film, leggere un libro, frequentare un corso sull’open source, chitarra, teatro, dee jay, hip hop.
Molto spesso però trovo dentro i nostri centri per la maggior parte solo i ragazzi cattivi, quelli che vengono considerati diversi, quelli che esprimono un disagio, sono in molti ad averlo ma spesso i genitori riescono a soffocarli un pò e a rimandare.
Ci sono i ragazzi della seconda generazione di immigrati, quelli che sono stati trovati sul nostro territorio senza permesso di soggiorno e ora sono ospiti delle comunità.
Ci sono i ragazzi disabili o con diverse abilità, che partecipano, si incontrano, ti sorridono quando li incontri.
Poi ci sono quelli che vengono considerati “normali” ma sono meno di quello che ci aspetterebbe, perchè in fondo tutti i corsi che ci sono sono completamente gratis.
Forse neppure la crisi cambierà questa cosa, le motivazioni sono diverse, culturali e sociali.
Intanto conta la localizzazione, anche se di poco è ai margini del centro, in una zona di centri commerciali, non luoghi per definizione.
L’anno scorso la mia amministrazione ha affittato una parte del primo piano a un gruppo antagonista, che aveva occupato uno stabile messo in vendita dall’Amministrazione, ieri un genitore mi ha detto ma lo sa che l’immagine di questo centro risente di questa cosa?
Io mi sono dichiarato contrario a quella cosa, non tanto per una legittima richiesta che veniva comunque espressa a prescindere dalla forma, ma per le implicazioni di ordine educativo e di legalità.
Sui muri esterni l’anno scorso abbiamo fatto fare dei graffiti su Falcone e Borsellino, perchè il centro è dedicato ai due magistrati.
La legalità è uno dei problemi del nostro paese, estirparla significa anche esemplificarla nell’educazione dei giovani.
Sono però convinto della necessità di buoni esempi più che di buoni maestri.
Bisogna poi imparare a sporcarsi un pò le mani e il colletto, io credo di avere avuto la fortuna di trascorrere la mia infanzia con molta libertà, certo erano altri tempi ma io frequentavo tanto la parrocchia quanto i cattivi ragazzi.
Quelli che puzzavano, quelli che rubavano le offerte in chiesa, quelli di cui non sempre potevi fidarti ma non erano ipocriti come quelli che si battevano il petto dopo aver frodato, sfruttato, licenziato, violentato.
Sono storie di ieri? I ragazzi cattivi sono agli angoli delle strade di tutte le città, sono i nostri figli anche se non ne siamo i padri e le madri.
I grillini e il cambio di paradigma
Non si può fare finta di niente, anche qualcuno nel Pd si fa delle domande a questo punto, qualcuno dirà che forse era meglio farsele prima.
E’ curioso di quanto possiamo essere smarriti di fronte a quello che è successo, tanto che i giornalisti sembrano parlare con dei marziani: ecco sentiamo la signora, cosa fa lavora? Lei è ingegnere, ha anche dei figli, lei mangia a pranzo e cena?
Le domande sono disarmanti: ma dove vi siederete a Montecitorio? Vi porterete un cuscino da casa?
Ma sapete pure che è necessario avere un capogruppo alla camera e uno al senato?
Continuano le sfilate dei talkshow che analizzano il voto degli italiani, peccato che non riescano ad uscire da schemi che sembrano frantumati per sempre, diventa una rivelazione pensare che ci si possa confrontare sui programmi e darsi la mano per quello e non fare l’esatto contrario: darsi la mano e scoprirsi diversi su tutto.
Si tratta di mediamente giovani, precari e alle prime armi in politica, questa una delle preoccupazioni del gota della stampa, come se dei navigati politicanti e dei peones del vecchio parlamento avessimo perso ogni ricordo.
E’ un po’ quello che i nostri giovani provano nei confronti del lavoro, trovano offerte che prevedono esperienza e via a chiedersi come potersi fare la prima benedetta esperienza se nessuno ti fa mai provare.
Poi c’è la questione del populismo, ma sì forse c’è una questione populismo, ci sono atteggiamenti forcaioli, qualche vaffanculo di troppo, ma forse c’è una possibilità di governare anche il mal di pancia degli italiani e trovargli una buona digestione politica.
One billion rising: Pistorius non balla a San Valentino
14 febbraio milioni di donne ballano sulle piazze contro la violenza.
A San Valentino essere un uomo dovrebbe essere scendere al loro fianco; lasciate le dediche, i cioccolatini con le frasi ad effetto,i fiori imbalsamati nel cellophane, i diamanti per sempre che è dal letame che nascono i fiori.
Vale la pena di bagnarsi il culo in piazza.
Non sono nella testa di Pistorius e in molti non vorrebbero essere nelle sue vesti, troppe donne sono nelle spoglie della sua fidanzata, Reeva Steenkamp, che ha tragicamente chiosato quattro giorni prima: Mi sono svegliata in una casa felice e tranquilla stamattina, non tutti possono, riferita alla diciasettenne Anene Booysen, struprata e uccisa da una gang.
Ce lo dovremmo ricordare ogni giorno, dato che ormai è così ogni giorno, ma è un’altra cosa di cui la politica non si ricorda, è una cultura cialtrona che accomuna il prete della costa ligura al caimano di Arcore.
Impiccato sull’articolo uno
Credo che da oggi i sondaggi siano vietati, hanno vietato anche le app, che promettevano, anche loro, di farci sapere chi avrebbe vinto.
Hanno vietato i sondaggi ma non le promesse, su quelle non c’è limite.
Programmi? Scrivete uno vostro, fate un contratto con gli italiani, la differenziata prevede il ritiro di carta e cartoni il lunedì.
Priorità? Riempire la pancia e la pancia degli italiani onestamente fa un po schifo.
Noi siamo la novità della politica, noi no siamo la casta della politica ma dopo il 25 febbraio siederemo insieme in parlamento.
Diritti? Sono tutti daccordo ed è preoccupante, finiranno per raddrizzare le curve.
Non so se avere più paura del qualunquismo o di questa politica.
Apro la notizia dell’uomo che si è impiccato con la costituzione in mano, citando, lui disoccupato, l’articolo uno
Mi si apre un popup con la pubblicità dei biscotti:” buongiorno sono orosaiwa, che c’è oggi? la mamma che si gode un pò di tranquillità , papà che è di fretta ma resta un pò con noi, Pietro con tanta fame e Emma che sta attenta alla linea, come andrà la giornata lo saprò domani”.
Farò un sondaggio tutti i giorni per capire chi voterò a queste elezioni, ovviamente senza consultarlo per rispetto della par condicio.


