Ciao Lucio, Anna e Marco sono volati via
marzo 1st, 2012 § Lascia un commento
Chiudo il primo giro con la rassegna Niente da Capire, la mia luce primaverile, quattro proiezioni di Donnie Darko per discutere con i ragazzi delle secondarie di disagio, ipocrisia, fisica quantistica, scuola, genitori, amori, vita vissuta e vita sognata.
Viaggio nel tempo anche io tra docenti stralunati e ragazzi che fanno a pugni con il loro destino, Drew Barrymore che interpreta a meraviglia i miei pensieri quando si domanda il perchè di tanta indifferenza nel lasciare nell’apatia e nel perdere i ragazzi come foglie in autunno.
La tenerezza dei racconti, la leggerezza delle loro vite, le note dei Tears for Fears, i ragazzi a perdere dei professionali che sprigionano tutta la loro creatività a sorprendere l’indifferenza.
La crisi si-cura, vorrei che lo fosse anche per tutto il dolore che c’è intorno alle persone care, vorrei che lo fosse per tutta quella polveriera che ha innescato le micce dalla Val Susa alle coste della Sicilia, fino al sud del mondo, ai dannati della terra.
Muore anche Lucio Dalla sotto un cielo sereno, è stato per me un punto di riferimento fino alle canzoni di dieci anni fa, capace di leggere dentro gli occhi dei ragazzi come pochi, Anna e Marco si sono presi per mano stamattina e sono volati via.
Ciao Mamma Orsa Berenstain
febbraio 28th, 2012 § 3 commenti
Un addio a Jan Berenstain, la mamma illustratrice della famiglia degli Orsetti che è morta all’età di 88 anni.
Ho letto una storia degli orsetti anche stasera a mio figlio prima di addormentarsi, stasera era Una sorellina in arrivo, ma l’altra sera abbiamo letto quello della pagella.
Le storie degli orsetti sono un’ottima lettura non solo per i nostri figli ma anche per mamma e papà, qualche volta troppo distratti per considerare l’educazione dei propri figli come una cosa degna della massima attenzione, da non delegare a nessuno e sottoposta come per tutto quanto a errori che possono essere riconosciuti e corretti.
Alla fine del racconto della pagella mio figlio mi ha detto: Papà potevi leggermela prima questa storia, ero così preoccupato per la pagella.
In realtà la sua prima pagella era da incorniciare, ma forse perchè era la prima meritava più attenzione nel tranquillizzarlo e La famiglia degli orsetti sembra pensata proprio per tranquillizzare, spesso molto di più i genitori che i loro figli.
La mano femminile si vedeva, anche se Stan il marito di Jan collaborava con lei, il papà orso, spesso, predica bene e razzola male.
Se avete figli tra i 3 e i 6 anni non perdete tempo, leggete insieme ai vostri figli La famiglia degli Orsetti, ma non solo questo, leggete le favole insieme ai vostri figli, crescerete insieme a loro.
C’è chi dice no
febbraio 21st, 2012 § Lascia un commento
In una giornata con una data palindroma come questa in cui poi non succede niente di speciale, leggo con piacere qualcosa che è speciale, ovvero il post di una Sarda coraggiosa come Valeria Gentile.
Lei dice di non essere coraggiosa di essere solo sarda, io sono convinto che ci voglia coraggio per dire no, come ha fatto lei, come fanno per fortuna diversi di noi.
Ci si sente meglio a condividere una storia come quella di Valeria, una di quelle che ha ventisei anni, salva dagli ammonimenti di quel furbetto di Michel Martone, lontana anni luce dalla ideologia “montiana” del posto fisso, su una galassia fuori dall’orbita del cordone ombelicale.
Eppure saldamente legata alla sua terra e alla sua gente, alla fierezza ed alla determinazione di chi dice no.
Giovanni invece di anni ne ha un pò di più ma anche lui mi ha fatto sentire meglio, gettandosi nell’acqua del porto per salvare un altro uomo a rischio della sua vita, anche lui dice di no, lo ha detto all’indifferenza e così ci ha salvato tutti.
Il futuro del lavoro dei giovani disoccupati
febbraio 16th, 2012 § Lascia un commento
Ho visto che in biblioteca faranno un incontro sul futuro del lavoro per i giovani e i disoccupati, a cura della pastorale giovanile.
Nel titolo si nasconde la risposta più facile da immaginare, il futuro è la disoccupazione.
Ma non mi è mai piaciuto l’aspetto negativo neppure oggi che le storie di precarietà segnano il nostro approccio con la conoscenza, vedi Luca Nicotra e la questione dell’Herald Tribune, ma anche le centinaia di lettere ai giornali di precari che raccontano le loro storie, lo dico perchè ormai le lettere ai giornali mi sembrano appartenere al paleolitico.
Simone oggi come tutte le mattine mi ha chiesto se c’è posta da portare negli uffici, poi ha visto che lavoro con due computer. Devo dire la verità mi sento in difficoltà quando non ho niente da dargli, poi ho pensato alla Grecia e a tutti quelli che hanno licenziato nel pubblico impiego.
Dove andrebbe a lavorare Simone se succedesse da noi?
Non siamo un paese per giovani e nemmeno per disoccupati, alcuni giurano che cambierebbe tutto con l’abolizione dell’art 18, non ne sono convinto che la libertà di licenziare sia la ricetta per il lavoro per i giovani e per i disoccupati.
Ma non so proprio per chi sia questo paese, dove finalmente si accorgono che l’Ici forse la deve pagare anche la Chiesa quando svolge attività commerciali o quando va in onda un festival dell’assurdo come quello di Sanremo, che il giorno dopo che il predicatore in pausa creativa Celentano fa la sua comparsata in video scatena il Commissariamento del festival ( da leggere il commento di Curzio Maltese su Repubblica di oggi).
Non so per chi sia un paese che non si accorge di quanti ragazzi si perdono per strada ogni giorno nell’abbandono scolastico dopo la terza media, se ci arrivano alla terza media così come succede a Scampia, o di quanti appartengono tristemente alla generazione ”Neet” (acronimo della definizione inglese: Not in Education, Employment or Training), contano già 2 milioni e mezzo.
Che paese è quello in cui il governo, che si dichiara tecnico, come se la tecnica fosse scevra da scelte politiche, ha un grave difetto di comunicazione che non è frutto di una sbadataggine ma della difficoltà della politica di garantire la crescita del lavoro su cui è fondata la costituzione della repubblica?
San Valentino in un’app
febbraio 14th, 2012 § Lascia un commento
Diglielo con un app, oggi per San Valentino, domani per dirgli o dirle che è tutto finito, in amore non si applica l’art. 18.
Vai su iTunes, non rimanere mai senza idee per sorprendere il tuo partner, prova con l’aiuto di Cupido a vedere dove può arrivare il tuo amore, consulta l’affinità di coppia, only 0,79 centesimi.
Il mio iPhone si è congelato nei giorni scorsi, oggi scaricherò un’ app che scaldi il cuore così non succederà più.
E’ già tutto finito baby blue è durato solo un’app.
Oh very young, giù le mani dai bambini!
febbraio 13th, 2012 § Lascia un commento
Oh very young what will leave us this time Your only dancing on this earth for a short while, cantava Cat Stevens, ai giovani di oggi fischiano le orecchie in continuazione, anche nel gelo di questi giorni, che ci ha lasciato nel congelatore le troppe parole in libertà: posto fisso, bamboccioni, sfigati e mammoni.
Oggi leggendo Repubblica ho fatto un mix di sensazioni tra l’articolo di Ilvo Diamanti , finalmente e totalmente da condividere, e la recensione del libro e del film di Benjamin Nugent dove parla della sua malattia immaginaria, la sindrome di aspergen.
Tempo fa ho sposato la campagna di Giù le mani dai bambini contro l’uso del Retalin sui bambini “classificati” iperattivi.
Ilvo Diamanti conclude giustamente la sua analisi, confortata da tutta una serie di dati, sul fatto che la dissennata fuoriuscita dei nostri “tecnici” di governo sia dettata dalla paura, dalla paura della responsabilità di consegnare un mondo senza futuro ai giovani.
La vicenda di Benjamin Nugent è un altro esempio di quanto male si possa fare nei confronti dei bambini per la stessa paura di genitori e medici nella costrizione della “normalità”, nella paura di vedere crescere i propri figli diversi dagli altri, nella paura di quello che non si conosce.
E’ proprio vero quello che diceva Adenauer: ovvero che all’intelligenza il buon Dio ha posto dei limiti, alla stupidità no, chiedere a Giovanardi.
Oggi a scuola: Crozza copia e la Deaglio non si giustifica
febbraio 9th, 2012 § 2 commenti
Copiare copiano tutti, ma il Giornale non perde l’occasione e sbatte Crozza in prima pagina. Il comico è accusato di avere preso alcune battute da twitter che ha poi replicato nella trasmissione di martedì scorso a Ballarò.
Il fatto è che, come sappiano bene, copiano tutti, anche quelli che poi ci mettono sopra quella cosa anacronistica chiamata copyright.
Il fatto è pure che la rete ormai nell’era del web 2.0, di twitter, facebook e compagnia bella arriva molto prima, tanto che mi capita di trasalire quando sento una notizia dal tg che per me è già vecchia di qualche giorno.
Così mi è successo martedì, questa l’ho già letta ho pensato, ma la differenza così come quando si copia è come si utilizza e Crozza è bravo.
Anche la Silvia Deaglio, figlia del Ministro Fornero, è sicuramente brava e ha meritato quello che ha, ma non può pensare di non doversi giustificare, come magari avrà fatto a scuola, perchè avere mamma all’interno della Banca la cui fondazione ti deve sovvenzionare un progetto, oppure mamma e anche papà dentro la stessa università che deve assumerti non è proprio la stessa cosa.
Sarebbe stato meglio che avesse copiato qualcosa, che sò magari solo il curriculum, perchè è vero che parla per lei, ma dice proprio tanto.
C’è scuola oggi sotto la neve?
febbraio 7th, 2012 § Lascia un commento
Non avessi mai chiesto alla Signora Merla di far nevicare anche da noi, per la gioia di grandi e piccini, l’ha fatto e così anche le scuole sono state chiuse, prima sabato, poi lunedì e anche martedì e oggi sono in tanti in attesa di sapere se lo saranno anche mercoledì.
Così su facebook cittadini, ragazzi, mamme scrivono al sindaco o al politico per sapere se le scuole saranno chiuse, se le strade sotto la propria finestra saranno pulite.
Così come per il prode Alemanno, immortalato a imperitura memoria con la pala in mano, i nostri politici si sentono investiti di un potere divino, più che di un dovere civico, quello di garantire ai cittadini di poter andare al lavoro, di poter portare a scuola i propri figli, oppure quello di restare a casa a guardare la neve scendere.
Giorni fa commentavo le parole di Monti, quelle di Polito, che oggi diversamente si ravvede e scrive un articolo condivisibile sul corriere relativamente ai giovani mammoni, sfigati, immobili, legati al posto fisso.
Finalmente si accorge che servono esempi piuttosto che paternali, tanto più che Fornero e Cancellieri predicano bene e razzolano male.
Così linko proprio un post di Angelo D’Orsi su Micromega, a proposito del mito del posto fisso, di come purtroppo quelli che sono maestri della flessibilità lo sono troppo spesso solo nei confronti degli altri.
Vorrei dire ai nostri politici che anche in una gestione di una emergenza come questa della neve si possono dare degli esempi, piuttosto che assecondare i ragazzi nella loro gioia della chiusura delle scuole, per avere facili applausi.
Dare i servizi ai cittadini è un dovere civico e non un merito personale, così come ricordare che il principio di sussidiarietà significa anche spazzarsi il marciapiede sotto casa, anche prima dell’arrivo della ruspa.
Così andrò anche a prendermi una pala, ne vale la pena, per insegnare a mio figlio a non aspettare che qualcuno lo faccia al posto suo, a condividere non solo su facebook ma anche nella vita, a imparare a utilizzare tutte le risorse a disposizione, ad acquisire nuove competenze, insomma tutta una serie di buoni principi su cui tutti sono daccordo, ma che poi sembrano difficili da applicare nella vita di tutti i giorni.
Neve: appello alla Signora Merla
febbraio 3rd, 2012 § 1 commento

Questo è un appello alla signora Merla perchè faccia cadere la neve anche qui da me, è nevicato dappertutto anche sulle colline, da noi sta solo fioccando dopo averci inondato di pioggia e di vento.
Non lo dico per me, anche se confesso che il mio lato bambino la vorrebbe, ma proprio per i nostri bambini che vanno avanti e indietro alla finestra e spiaccicano il loro nasino contro il vetro gelato per vedere se la neve ha attaccato.
A quelli grandicelli che abbiano o meno un lato bambino consiglio di mettersi al caldo dopo essersi procurati una copia di Neve di Orhan Pamuk, un’ottima occasione per lasciarsi avvolgere da un clima che permette di fermarsi a riflettere sulle cose che ci accadono intorno.
Posto fisso: le parole sono importanti
febbraio 2nd, 2012 § Lascia un commento
Come ho letto le parole di Monti sul posto fisso ho subito cambiato parcheggio e ho fatto la strada a marcia indietro per andare in ufficio cambiando anche le strade.
Poi mi sono detto sta parlando ai giovani a quelli non garantiti, tanto è che ha anche aggiunto che stava proprio pensando ai meno garantiti e a quelli che sono iper garantiti.
Allora ho capito che ce l’aveva con la Camera e con il Senato, con Bruno Vespa, con il Papa, con i Baroni universitari, con tutti quelli che hanno una tessera in tasca di qualche partito, anche estinto, come quelli che ancora prendono i rimborsi elettorali e così via, fino ad arrivare forse anche al Dio degli uomini.
Però mi sono detto è davvero un paese strano il nostro: il precedente Presidente del Consiglio prima di portarci vicino al default faceva dichiarazioni in cui diceva che vedeva i ristoranti e gli aereoporti pieni.
Io ho un posto fisso e l’ufficio sopra un mercato e vedo sempre più gente che raccoglie i resti del giorno e cerca nei bidoni dei rifiuti.
Il nuovo governo ha un primo ministro che il giorno stesso che i giornali dicono che 1/3 dei giovani sono senza lavoro se ne esce con questa storia del posto fisso e pochi giorni prima un viceministro ipertutelato ci racconta che i laureati dopo i 28 anni sono giovani sfigati.
Quindici anni fa abbiamo cominciato a dire ai giovani che non dovevano più pensare al posto fisso e che il lavoro bisognava cercarlo non aspettarlo, che non avrebbero fatto lo stesso lavoro per tutta la vita, che avrebbero dovuto acquisire competenze e continuare a studiare per tutta la loro vita.
Nel frattempo abbiamo scoperto dalla ricerche universitarie e dalle indagini periodiche che il nostro è un paese con una bassissima mobilità sociale, dove i figli molto spesso fanno il lavoro che faceva il padre.
Oggi su twitter all’hashtag #postofisso potete trovare diverse considerazioni su come le banche abbiano un atteggiamento monotono quando vai a chiedere un mutuo o un prestito.
Monti e Martone fanno felici chi lavora nella satira ma le parole sono importanti e loro sì dovrebbero avere un posto fisso da dove uscire.


